Le guide locali sono meglio?

gruppo di studenti
Visita guidata a Ostia antica

Insieme a bagagli ingombranti, tanto entusiasmo e un po’ di timore spesso quando si parte ci si porta da casa anche la guida turistica. Soprattutto nei viaggi scolastici è consuetudine far partire il gruppo classe con uno o più operatori al seguito. Può capitare però che alcuni di questi operatori siano anche le guide designate a spiegarvi le bellezze del posto in cui andrete a soggiornare.  Ovviamente chi organizza il pacchetto di viaggio ha tutto l’interesse a fornire al gruppo una figura che allo stesso tempo svolga più ruoli: guida, animatore, organizzatore, controllore. Il fatto che la figura in questione sia sempre presente sicuramente aiuta a creare un legame con il gruppo classe, fattore non da poco se si punta alla buona riuscita di una gita.

A volte però la guida può non essere all’altezza del suo ruolo principale, ovvero illustrare quanto c’è di bello e interessante da vedere durante il percorso. Può anche capitare di trovarsi di fronte una “guida” che i luoghi da illustrare li veda con voi per la prima volta perché a Parma, Ravenna o Paestum non c’è mai stata.

Gran parte delle guide turistiche sono esperti preparatissimi, spesso laureati in storia, archeologia, storia dell’arte, ma raccontare le vicende di una città o di un singolo monumento senza conoscerne a fondo il contesto  è sempre un azzardo. Se dovessimo, ad esempio, organizzare una visita ai Musei Vaticani, reperire la bibliografia necessaria per far bella figura è un’impresa abbastanza semplice. Online è inoltre disponibile ogni genere di sussidio: filmati, articoli, fotografie e perfino la piantina dei musei con i percorsi consigliati.

Arrivati sul posto però si scopre che realizzare con successo la visita non è così facile. La vastità dei luoghi e delle collezioni impone una selezione stringente a monte delle opere su cui soffermarsi, la disposizione delle sale e la grande affluenza di visitatori richiede la conoscenza di punti di sosta intelligenti per la spiegazione senza intralciare il passaggio degli altri gruppi, la capacità di orientarsi all’interno dei musei è poco intuitiva.

Più di un insegnante si è lamentato di guide che sembravano palesemente essersi perse nei meandri dei Musei Vaticani costringendo tutto il gruppo a giri estenuanti in cerca dell’uscita giusta.

Comunque quest’idea di “portarsi la  guida da casa” non è novità. Le scuole in gita lo hanno sempre fatto e dal 2013 le guide turistiche possono finalmente e legalmente lavorare su tutto il territorio nazionale (Legge n. 97 del 6 agosto 2013 – art. 3) senza sottostare ai limiti imposti dalla provincia o regione di abilitazione. Dal punto di vista professionale però, io guida, personalmente non mi lancerei mai in una spiegazione di luoghi a me totalmente estranei o non mi prenderei la responsabilità di guidare un gruppo in città che non conosco o che ho visto una sola volta nella vita.

Io mi sentirei di consigliare le guide locali non solo per una mera questione pratica, come la conoscenza geografica dei luoghi e di conseguenza la capacità logistica nel gestire il gruppo o un probabile abbattimento dei costi, ma perché una guida locale sa raccontarti particolari, dettagli, aneddoti e curiosità raccolti in anni di esperienza che spesso nessuna preparazione sui testi potrà mai compensare.

[PP]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *