Pochi ma buoni. L’importanza di “scremare” i punti d’interesse in un itinerario

Gruppo di studenti I pacchetti precostituiti che associazioni e agenzie offrono alle scolaresche in gita sono spesso troppo ricchi di punti d’interesse.
Le cose da vedere sono sempre tante e tutte degne di una visita ma spesso il tempo a disposizione è
tiranno. Nel programmare una gita a Roma di tre giorni come una passeggiata di tre ore non è consigliabile “infilarci” troppi musei, chiese e monumenti. Meglio pochi ma fatti bene!

Ad esempio, vedere il Foro Romano in due ore dopo aver passato la mattina ai Musei Vaticani è una prova di resistenza fisica e mentale che rischia di trasformare una piacevole uscita didattica in un’agonia per tutti i partecipanti: studenti, insegnanti e guida compresa.

Quante volte abbiamo assistito alla scena di alunni e insegnanti che si trascinano a fatica lungo il percorso con il solo obiettivo di finire prima per raggiungere l’albergo e potersi finalmente togliere le scarpe e riposare i piedi per un minuto? Tante volte, troppe, mi sento rispondere che le gite sono così… si deve soffrire.

In realtà basterebbe pianificare in modo intelligente il viaggio senza l’ansia di dover vedere tutto lo scibile umano in tempi ristrettissimi.

Per le gite di più giorni consiglio quindi di stare attenti al programma di viaggio e non scegliere una proposta che in un’unica giornata preveda la visita a siti e/o musei troppo vasti e complessi.

Il discorso vale anche per le visite di un giorno o di mezza giornata dove è preferibile scegliere un unico sito/museo o un percorso tematico non troppo dispersivo approfittando dell’occasione per approfondire la conoscenza di pochi punti d’interesse ma che vengano ben spiegati.

Come guida io devo sempre tenere a mente che nelle 2, 3 o 4 ore di tour bisogna calcolare l’imprevisto, le pause per il bagno e la merenda (caffè per gli insegnanti), i momenti per le foto e i tempi per eventuali domande e discussioni. Ogni tanto me ne dimentico e il risultato è un tour massacrante, una lotta impari contro le lancette dell’orologio per riuscire a far vedere tutto ciò che prevede il programma.

E allora, tornando all’esempio del Foro Romano, quando si ha l’occasione di visitare una delle aree archeologiche più belle e più complesse del mondo bisogna prendersi il giusto tempo per una spiegazione esaustiva che non si perda nei dettagli e magari rinunciare ad altre allettanti ma disorganiche proposte, come la visita abbinata al Colosseo (non mancheranno di certo altre occasioni), in favore piuttosto di una
breve e incredibilmente suggestiva camminata sul Palatino concludendo con un’indimenticabile vista sulla Città Eterna.

[PP]

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